La latteria di Bazagubigogi

il sito di Yari Piras, detto Arboricum Sandorsi

 

sezione Droni

Parrot AR.Drone 2.0

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L'AR-Drone 2.0 della Parrot è stato il mio primo drone, acquistato nel settembre del 2013 a rate presso MediaWorld per la ragguardevole cifra di 340€.

All'epoca il modello era uno dei più avanzati presenti sul mercato , avendo una telecamera per riprese fpv, con trasmissione dell'immagine direttamente sul cellulare, sensore di pressione per il mantenimento dell'altezza, controllo della posizione tramite la seconda telecamera posta nel fondo dello scafo, controllo wi-fi sempre tramite smartphone, e un tempo di volo dichiarato di ben 15 minuti a batteria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un'iniziale entusiasmo, ho dovuto constatare alcuni problemi:

- il controllo wi-fi è insicuro, spesso ballerino, anche in zone isolate e prive di interferenze, vale a dire che si tende a perdere il controllo del mezzo pure a distanze ravvicinate;

- il controllo wi-fi è impreciso e spesso con quel minimo di latenza che impedisce un preciso controllo del mezzo soprattutto in circostazne difficili, in più occasione è capitato che si disconnettesse in volo;

- il fatto di dover mettere le mani sullo schermo del proprio tablet o smartphone toglie molta della visibilità dello schermo e inoltre il segnale video, sempre via wi-fi, arriva con una certa latenza rendendo difficile se non impossibile un controllo solo via fpv;

- sistema insicuro di fissaggio delle eliche, compensato in parte dalla protezione indoor, ma che può risultare in fatali cadute dall'alto;

- a volte anche il sensore di pressione "svalvola" e il drone sale o scende improvvisamente (più scende che sale);

- rispetto ad altri droni, forse anche per le dimensioni e soprattutto in presenza della protezione indoor, risente molto delle turbolenze quando si avvicina a terra;

- quando c'è vento, il controllo della posizione tende a compensare la forza del vento inclinando il drone, il che rende impossibile fare foto o riprese diritte;

- ovviamente non essendoci un gimbal tutte le riprese saranno mosse ma in questo drone la cosa è particolarmente evidente perché si tratta di un mezzo molto nervoso anche settato a bassa sensibilità e anche con bassissimo vento;

 

D'altro canto il mezzo, per i 180€ circa che costa oggi, offre la possibilità di fare foto discrete, di volare indoor in sicurezza e per buoni 12/13 minuti, discreto anche se non i 15 dichiarati, decollo e atterraggio assistito, allarme batteria scarica, volo con way-point (ma i 100€ richiesti per il modulo gps lo pongono a mio giudizio fuori mercato, a confronto per dire del solo H501s);

inoltre dà la possibilità di rendersi conto che radio comandato batte wi-fi a cappotto...

 

Nel corso della sua esistenza il Parrot AR.Drone 2.0 mi ha permesso di effettuare circa una quarantina di voli e qualche foto interessante, prima di subire un improvviso errore da parte dell'applicazione e cadere rovinosamente da circa 20 metri sull'asfalto (e sfiorando un auto parcheggiata) riportando la rottura della croce centrale, di un motore, della scheda madre, della scheda video, e la perdita di un elica: il costo per le riparazione sfiorava il costo del drone stesso (i ricambi sono molto cari); dopo uno scambio di email col servizio clienti parrot e dopo aver provveduto alla sostituzione della croce centrale, di un motore e della scheda video, mi veniva dato un drone in sostituzione con 5 batterie e scuse. Dopo la prima uscita con questo nuovo drone e resomi finalmente conto dei forti limiti di tale mezzo, decideva di rivendere il tutto e acquistare il quadricottero DJI f450, trovato su ebay al prezzo di 600€ e completo di tutto (3 batterie, telecomando, gimbal e chi più ne ha più ne metta) e quindi, dopo neanche un mese, di rivendere anche il DJI f450 e comprare un Hubsan H107l, un drone privo di telecamera, senza alcun tipo di sensore e dalle ridotte dimensioni... insomma, il tipo di drone che serve davvero a imparare come pilotare questi splendidi velivoli.

Yari Piras